Shy (Max Porter – Ed. Sellerio)

Ieri ho finito di leggere “Shy” di Max Porter. Inizialmente ero molto scettico, tantè che avevo votato l'altro libro candidato per il gruppo di lettura. La scelta era data perché la scrittrice era meno conosciuta ed era, appunto, scrittrice. Mi sono dovuto ricredere, “Shy” è un libro emozionante, non banale, che mette al centro questioni attualissime sotto la prospettiva e gli occhi dell'adolescenza. L' incomprensione, al giorno d'oggi esperienza comune nella vita di tutti e tutte, soprattutto di quella adulta, sempre più mediata da tecnologie nate per fare molte cose fuorché quella di permettere una comunicazione sana ed alla pari, è al centro della trama. L'incomprensione potrebbe essere raffigurata come un piccolo diavoletto perennemente sulle spalle che lavora ininterrottamente, sette giorni su sette. Shy di fronte a tutto questo spacca, è l'unica cosa necessaria e possibile quando di fronte si ha un mondo che non comprende e non ne vuole sapere “delle influenze positive che la cultura nera ha avuto sulla musica britannica”. Non ci sono orecchie che ascoltano, non ci sono occhi che vedono, ci sono solo sassi, pesanti, che ti fanno affondare nella melma, che lasciano solchi sulle spalle, ma che possono anche essere oggetto di liberazione nel momento in cui si trova il coraggio di fare quel lancio di fronte a una cosa tanto grande, così mastodontica ma in realtà così tanto fragile, come se fosse l' “Ultima Chance”.

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